APPELLO per i DIRITTI,LA LIBERTA’ e LA DIGNITA’ NELLE “CURE” PSICHIATRICHE.

Pubblichiamo questo appello prodotto da realtà impegnate in un percorso finalizzato alla riforma della legge 833 che regola il T.S.O .(proposta di legge:”la libertà è terapeutica”).

Per quanto ci riguarda non siamo per riformare il T.S.O,ma per  abolirlo.

Considerando la realtà attuale riteniamo  opportuno sottoscrivere il seguente appello.

Telefono Viola  Bergamo,Reggio Emilia,Piacenza,Sicilia

APPELLO PER I DIRITTI, LA LIBERTÀ E LA DIGNITA’ NELLE CURE PSICHIATRICHE
In occasione dei 40 anni della legge “180”, impropriamente nota come legge basaglia, dal
nome dello psichiatra che ispirò il movimento di superamento del manicomio in italia, ma che non se ne assunse mai la paternità, i sottoscritti:

1. ricordano che la legge 180 del 1978 fu una “controriforma”, giacché fu approvata allo scopo di impedire la celebrazione del referendum promosso dal partito radicale, che se approvato avrebbe realmente “riformato” il trattamento psichiatrico confinando le “cure involontarie” alle situazioni di effettiva urgenza ed indifferibilità;

2. Rilevano che la disciplina introdotta riguardo al trattamento sanitario obbligatorio:

a) presenta plurimi profili di inadeguatezza costituzionale concernendo una condizione di
coercizione sprovvista delle garanzie di difesa tecnica e di contraddittorio, basata su
presupposti indeterminati, priva di una verifica di legalità precedente il ricovero
coatto;
b) ha evidenziato come le figure di garanzia, comunque inadeguate, previste dalla
procedura: dai medici, al sindaco, al giudice tutelare, abbiano totalmente disatteso il
rispettivo ruolo attribuito a tutela del “paziente” e del rischio di abuso, muovendosi
attraverso “automatismi” burocratici sordi ad ogni ragione di rispetto della persona;
c) ha manifestato la sua inadeguatezza lasciando sul terreno “vittime” della fase di
applicazione come della fase di esecuzione concreta del trattamento coercitivo. Oggi
subire un TSO (un morto all’anno su 8.000 TSO) è statisticamente oltre 3 volte più
rischioso che arrampicarsi in roccia senza imbragature, corde o protezioni (un morto
ogni 27.000 arrampicate);

3. Denunciano la situazione di oggettiva impunità in capo agli operatori psichiatrici che
effettuano interventi coatti giustificati spesso in nome dello stato di necessità e del diritto alla cura, dimenticando che tale diritto deve armonizzarsi, costituzionalmente, con il corrispettivo diritto a rifiutare le cure, garantito a tutti i cittadini e ribadito della recente legge 219 del 2017 recante “norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”.

FRA DIAGNOSI e PECCATO la discriminazione secolare in psichiatria e nella religione

A QUARANT’ANNI DALLA  LEGGE  180
I MANICOMI SONO ANCORA TRA NOI!

SABATO  23  GIUGNO

presentazione del libro

FRA  DIAGNOSI e PECCATO – LA DISCRIMINAZIONE SECOLARE NELLA PSICHIATRIA E NELLA RELIGIONE

Approfondimento inedito e dettagliato del legame fra la disciplina psichiatrica e gli ambiti religiosi. Emerge una pianificata incoerenza fra gli intenti dichiarati e una prassi, sia storica che attuale, legittimata nell’amministrare un’esclusione sociale edificata sul controllo e sul profitto. Attraverso il labile concetto di “norma comportamentale” viene sancita ogni devianza, declinandola sui peccati e sulle diagnosi. Fra senso di colpa, paura, emarginazione, conformismo, paradossi filosofici, punizioni e sofferenza si collocano le esperienze eccezionali di chi ha saputo resistere, di chi non ha accettato l’annientamento della propria libertà. La volontà di ricostruire una memoria cancellata dai timbri maschili darà voce a un coro femminile che ridipingerà contesti storici e pensieri scomodi. Se l’umanità non temesse l’imprevedibilità, potrebbe non delegare le soluzioni a elaborazioni totalitarie. L’analisi è completata da un’intervista a un esorcista e dalle conversazioni con il medico Giorgio Antonucci e con l’antropologa Michela Zucca.

sarà presente l’autrice CHIARA GAZZOLA

ORE  18
presso lo spazio esterno della BIBLIOTECA DI STRADA – VIA SERRAVALLE – ZONA INFRANGIBILE – PIACENZA

A SEGUIRE
Buffet vegan di autofinanziamento

organizza  TELEFONO VIOLA di Piacenza

www.telefonoviola.org    www.telefonoviolapiacenza.blogspot.it

fb:telefonoviola.org – Non comunichiamo tramite facebook ma solo per telefono.

Da Cinisello Balsamo(Mi),aggiornamento riguardo alla vicenda di S.D.

Con grande piacere comunichiamo che S.D. ha deciso in data 14.5 di non accettare il trasferimento presso una comunità psichiatrica ma di far rientro a casa.

Finalmente ricontreremo S.D. lontano dalle mure dei neo-manicomi anche se riteniamo che il manicomio sia in realtà non  solo un luogo di reclusione ma una logica che squalifica la persona,classificata dalla pseudo-scienza psichiatrica,una “malata” a cui troppo spesso vengono imposte fantomatiche “cure e tutele”…A quarant’anni dalla legge 180 la cultura manicomiale è ancora ben presente tra i vari servizi psichiatrici,tra le aule dei tribunali e nella stessa società in cui viviamo.Rompiamo il silenzio  imposto dalla violenza psichiatrica e sosteniamo chi vuole alzare la testa per riprendersi libertà e dignità ,spesso negate.L’indifferenza è complicità!

Cinisello Balsamo(Mi)18.5.2018

TELEFONO VIOLA -Piacenza
TELEFONO VIOLA -Sicilia

www.telefonoviola.org     

Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo(Mi): 2 MESI RINCHIUSO IN PSICHIATRIA

In data 23.3.2018,i Telefoni Viola di Piacenza e Sicilia raccolgono una richiesta d’aiuto del signor S.D.,il quale è ricoverato in regime di T.S.O. dal 25.2 presso il reparto psichiatrico(S.P.D.C)dell’ospedale Bassini di Cinisello Balsamo(Mi).

I volontari della sede di Piacenza,si recano in reparto per incontrare S.D. in data 26.3.2018

La persona in questione,sollecita un intervento al fine di uscire dal reparto e rientrare al proprio domicilio. S.D.,fin dal suo ingresso in ospedale,accetta la somministrazione della terapia predisposta dal personale sanitario, tuttavia gli è negata la richiesta di ricevere copia della documentazione relativa al T.S.O.

La legge 833 prevede, che si possa legalmente predisporre un T.S.O,solo nel caso in cui ci sia un rifiuto della terapia proposta da 2 medici(al di là delle valutazioni soggettive di natura “clinica” espresse dai sanitari).Nel momento della predisposizione del T.S.O,da parte del sindaco,il ricoverato ha diritto a ricevere una notifica,ma ad oggi (7.5.2018) S.D. non ha ancora ricevuto copia dei documenti richiesti.

Il giorno stesso,il Telefono Viola di Piacenza relaziona la visita effettuata a Cinisello Balsamo e in data 27.3,invia le richieste sopracitate rispettivamente al:

Direttore sanitario dell’ospedale Bassini;
Responsabile del reparto psichiatrico(S.P.D.C);
Direttore del D.S.M competente.

Nessuna delle parti risponde e negano ogni contatto telefonico.Primo chiaro segnale del loro spirito collaborativo…

In data 6.4,la Direzione sanitaria proibisce la visita in reparto ad un operatore dell’associazione,confermando la volontà dei medici d’impedire al paziente(anche se sarebbe più opportuno definirlo sequestrato)di ricevere assistenza legale,offerta gratuitamente dal Telefono Viola. S.D. non può comunicare con l’esterno, poiché il personale dopo avergli sequestrato il cellulare,ne governa l’utilizzo,condizionando così,un principio ispiratore della legge 180/Basaglia.

Dopo vari solleciti,la Direzione sanitaria accetta di incontrare una rappresentanza del Telefono Viola di Piacenza ed un avvocato che collabora con l’associazione. All’appuntamento la direzione difende le proprie scelte, quali misure prese a “tutela del paziente”…
Secondo il parere dei sanitari,S.D.,dopo quasi 2 mesi di T.S.O(dal 2.3 al 20.4,inspiegabilmente predisposto dal Sindaco di Cinisello e autorizzato dal Giudice Tutelare del Tribunale di Monza),necessità di ulteriori accertamenti e cure.

Si ritiene imperdonabile che la Direzione calpesti i pochi diritti del paziente psichiatrico,sanciti da una legge(833)che va rispettata,anche presso il reparto S.P.D.C dell’ospedale Bassini.
Il 19.4, i legali predispongono un ricorso del T.S.O,nel quale si contesta:la mancanza di notifica dei provvedimenti(T.S.O)prorogati ogni 7 giorni per 2 mesi,l’interdizione ai legali e agli operatori di incontrare personalmente S.D.,l’accettazione da parte del paziente della “terapia”,condizione necessaria per revocare un T.S.O.

Dopo ben 18 giorni dall’udienza del 19.4 il Giudice Tutelare rigetta il ricorso definendolo erroneamente “infondato”.Il Tribunale falsifica la realtà dichiarando che S.D. non ha espresso ai sanitari l’accettazione della terapia.Al di là delle comunicazioni verbali quello che oggettivamente conta è il comportamento collaborativo di S.D riguardo l’assunzione della terapia e l’ostruzionismo dei sanitari nei confronti del Telefono Viola.

Attualmente,S.D. e’ ricoverato dal 20.4 in T.S.V(trattamento sanitario volontario),verrà trasferito in una comunità come da lui richiesto ma i sanitari hanno già rimandato il collocamento previsto per il 3.5 causa le sue forti preoccupazioni in merito alla reale destinazione.Il suo cellulare è stato nuovamente sequestrato…

In data 7.5,durante un incontro con S.D.,i suoi genitori e la responsabile del S.P.D.C, otteniamo la restituzione del telefono che gli permette di contattarci e rassicuriamo S.D e sollecitiamo la responsabile perché il trasferimento presso la struttura residenziale possa effettuarsi tra pochi giorni e conseguentemente abbandonare,finalmente,il reparto.

La comunità non sarà certamente risolutiva nei confronti delle problematiche riscontrate da S.D, ma indubbiamente la sua libertà verrà,anche se in minima parte,riconquistata.
Dopo i continui interventi del Telefono Viola la situazione è indubbiamente migliorata,la struttura ospedaliera dimostra maggiore disponibilità a collocare S.M presso la comunità nonostante legittimi totalmente le sue pratiche,ovverosia di “curare” una persona sequestrandola per due mesi(dal 25.3 al 20.4).

Alla faccia di chi pensa che i manicomi siano scomparsi…

La resistenza di chi non accetta di essere considerato “nuda vita”, di chi rifiuta la solitudine, l’isolamento e i ricatti imposti dai servizi psichiatrici, aiuta a far chiarezza circa una realtà ordinaria che si serve della menzogna e di un “uso creativo” della legge, per difendere la cultura manicomiale.La trasmutazione semantica di alcune parole,ne è l’esempio più pertinente.

Queste contraddizioni e questi abusi raggiungono la cosiddetta normalità in una veste più addomesticata.Per tale ragione,è fondamentale risignificare questa ordinarietà alla luce di un apporto plurale,collettivo,multidisciplinare al tema. Poiché l’isolamento fisico e l’annientamento sono consequenziali ad un isolamento morale e politico.Le violenze fisiche e psicologiche(anche quelle legalizzate)presso i sevizi ospedalieri,residenziali,diurni e ambulatoriali sono,a quarant’anni dall’entrata in vigore della legge 180/Basaglia,una prassi non un’eccezzione.

Per quanto ci riguarda continueremo a fornire sostegno concreto a S.D. e a tutti i soggetti che esprimono la volontà di resistere alle logiche manicomiali e di liberarsi dalla morsa psichiatrica esclusivamente abile nel patologizzare e conseguentemente medicalizzare ogni resistenza e ogni problematica esistenziale.

Cinisello Balsamo(Mi) 10.5.2018

TELEFONO VIOLA -Piacenza,TELEFONO VIOLA -Sicilia.
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