SOCIALMENTE PERICOLOSO, 10 ANNI DI PERSECUZIONE PSICHIATRICA E GIUDIZIARIA

Cerco di riassumere soltanto il decennio di vita rubatami in nome del niente di quanto possa esser paradossale il campo della misura di sicurezza per chi è stato prosciolto per vizio di mente.
Iniziò il mio calvario nell’ottobre del 2008 quando incappai in un equivoco di polizia conclusosi con me accusati di resistenza all’arresto minacce e danneggiamento e su consiglio di un buontempone di avvocato di richiedere il proscioglimento per infermità mentale mi ritrovai catapultato nella più straordinaria ed impensabile delle
trappole infernali che la vita mi potesse far immaginare , ebbene si poco dopo la mia traduzione in OPG Montelupo fiorentino compresi le molteplici dinamiche balorde che legavano la pericolosità sociale e le già note logiche psichiatriche in ambito giudiziario (tutt’altro che l’ordinaria disciplina psichiatrica da nosocomio )dai famosi due anni che poi divennero il resto dei miei giorni non mi arresi un po’ come tutti coloro che senza alcuna speranza piuttosto che piegarsi ad una vita indecorosa si suicidavano (negli OPG a differenza dei carceri i
suicidi o gli omicidi riuscivano ad esser meglio camuffati con la storia del…pazzo ) nonostante ero uno di quelli che era ben conscio di non aver problematiche da dover assumere farmaci compresi come dovevo star al teatrino della terapia obbligatoria ben presto e riuscivo astutamente sia a schivar inutili farmaci sia a non crollare mentalmente sapendo che una speranza concreta di uscita non la possedevo dato che l’allora passaggio obbligatorio per l’uscita dall’OPG era la comunità che ovviamente si prestavano al ping pong fra OPG e rispedirli al mittente intascando a rotazione bei soldoni dalle regioni (ovviamente nessuna comunità era felice di ospitare soggetti provenienti dalla terra dei mostri non solo questione di prestigio e così organizzavano i famosi cavalli di ritorno).
Io sapevo bene che altra strada per sperare non esisteva e nonostante accettai i tempi di attesa si mostrarono oltremodo lunghi intanto cercavo di riassaporare un pochino il varco del muro del pianto uscendo quelle poche ore in permesso in attesa che chi sa quale raccomandazione per un posto a Roma uscisse e dopo due anni un ospizio per disabili mi accolse stetti li per un anno come da copione in attesa che i servizi sociali dsm mantenessero parola datami nell’affidarmi a genitori e quindi libertà vigilata a casa propria ma così non fu dichiararono i
miei genitori non idonei all’affidamento lasciando un’unica scelta finisci il resto dei tuoi giorni accettando l’ospizio per disabili da nosocomio oppure l’OPG li iniziò la mia guerra e sostenuto anche da un avvocato veramente unico e umano inizia a rifiutare lo star in struttura oltremodo squalificante e inidonea e di tutta risposta il
magistrato di sorveglianza di roma mi spediva all’opg di aversa noncurante del lecito e di quanto era ingiusta tale decisione di aggravamento nei miei confronti finì ad aversa e li riuscì finalmente a tirar giù il sipario sul finto pazzo chiedendo di valutare oggettivamente la mia presunta condizione patologica senza pregiudizio clinico difatti ottenni il riconoscimento che non ero affetto dalla patologia che mi consentì il proscioglimento e che non necessitavo di alcuna terapia psichiatrica neanche blanda …ciò nonostante rimasi 13 mesi in manicomio e successivamente affidato alla mia compagna di allora (relazione che nacque con un infermiera fra le mura dello Ospizio di disabili psichici gravi)quando usci dall’opg di aversa la cassazione si pronunciò dandomi ragione sia per l’ingiusta detenzione e sia per le motivazioni di mancanza di una perizia psichiatriche che mi condusse
all’opg ciò nonostante non mi venne manco riconosciuto un risarcimento danni ne terminò la mia odissea che dai famosi 2 anni si allungò fino ad oggi ebbene si di assurdità ne avevo sentite e di ingiustizie pure ma una cosa simile credo proprio sia da record considerando il come il tribunale di sorveglianza di Roma più passava
il tempo e meno erano intenzionati a revocare la misura consentendomi un esistenza normale non mi soffermo delle problematiche che ho incontrato nel corso degli anni e di quanto miserabili magistrati di Roma possano aver intralciato e ad oggi incenerito la mia esistenza senza che io abbia più commesso alcun crimine in un decennio esatto e ne abbia avuto condotte insane ovviamente questi 6 anni li ho trascorsi in regime di libertà vigilata con i classici obblighi e cercavo di reinserirmi socialmente con le mie capacità di artigiano in proprio come idraulico
considerando le restrizioni impostemi poco potevo per orari e per allontanamenti dal proprio comune di residenza e senza ricever nessun sostegno facevo del mio meglio nel vivere con genitori per costrizione e non per pigrizia o timore del vivere da soli in seguito conobbi una giovane ragazza da cui ebbi un figlio cosa che mi stravose nell’unica gioia che la vita mi donò seppur non era il top delle madri e delle compagne che un uomo potesse aver al suo fianco rinascevo accanto a mio figlio di ogni dramma di vita subito ristrutturai la mia casa per renderla pratica per la nuova famiglia e cercai in ogni istante di esser il magnifico padre che sempre ho sognato di esser anche se i controlli notturni a cui ero sogetto non erano proprio il top per la quiete notturna del neonato cercavo di lottare nel far capire come fossero inadeguati nella circostanza e quanto turbassero la quiete familiare ma
ebbi solo dinieghi sempre da umanissime magistrate del tribunale di sorveglianza di Roma (in dieci anni qualunque istanza o richiesta potessi avanzare a priori veniva negata) in breve nel 2017 si apriva nuovamente il terrore di un aggravamento della misura di sicurezza a causa di malfunzionamenti del mio citofono condominiale che nonostante
ampiamente dimostrati e dimostrato la mia presenza in casa tale magistrato decideva un insolita e bizzarra misura di aggravamento non solo sproporzionata ma soprattuto contro legge già decise la reclusione della casa lavoro dato che non ero da considerare malato da rems finì così a castlfranco emilia e tempo di un mese venne accolto il mio
ricorso che ne disponeva l’immediata scarcerazione ma non la conclusione dell’aggravamento originario bhe qui arriviamo al top del tragico dopo circa un anno e ben 10 anni che mai venne disposta una perizia psichiatrica il colleggio che ne disponeva la scarcerazione su controversa perizia che conclude un disturbo di personalità antisociale non necessitante di cure farmacolgiche ma che con ogni probabilità verte all’internamento rems(ex opg) con lo scenario classico degli opg uscite affidamento servizi e poi chi sa e che ad oggi non avendo più
nulla da perdere mi sottraggo con un solo quesito a voi che leggete.
Come può un uomo vivere avendo piena sfiducia delle istituzioni in nome di quale pericolosità sociale mi sono stati rubati 10 anni nel fiore della giovinezza e incenerita un esistenza avendo perso ad oggi mio figlio la mia famiglia e tutti gli affetti più cari e potendo solo narrare gli orrori visti e vissuti in fuga per sopravvivere.